07/05/2026 10m read

Quando l’IA puΓ² agire autonomamente: Gestire OpenClaw

Dr. Guy Waizel
Dr. Guy Waizel

L’IA agentica Γ¨ salita alla ribalta questa settimana a seguito del dibattito su Moltbook, un social network progettato per agenti IA basato su OpenClaw (in precedenza Clawdbot e Moltbot). Le considerazioni che sono state tratte sull’identitΓ , sulla formazione di una nuova religione, sull’ingegneria sociale degli esseri umani e sulle altre interazioni tra bot hanno destato una certa preoccupazione.

Per i leader IT, una cosa Γ¨ chiara: l’IA ha superato una soglia significativa. Strumenti come OpenClaw non si limitano piΓΉ a generare risposte o suggerimenti, ma operano attraverso sistemi reali, con permessi e conseguenze altrettanto reali. Questo passaggio dal suggerimento all’esecuzione ha dato vita a un dibattito pubblico su larga scala con riferimento all’autonomia, all’intento e persino alla capacitΓ  d’azione delle macchine.

Quando gli assistenti possono agire, l’introduzione di una governance diventa inevitabile, perchΓ© l’esecuzione priva di visibilitΓ , controllo e applicazione si traduce inevitabilmente in un rischio non gestito. CiΓ² che rende OpenClaw degno di attenzione non Γ¨ il suo ingresso nel settore, bensΓ¬ la chiarezza con cui presenta i presupposti di sicurezza che cessano di essere validi una volta che i sistemi IA acquisiscono la capacitΓ  di operare autonomamente.

Cosa cambia quando l’assistente puΓ² agire

OpenClaw appartiene a una nuova classe di assistenti il cui comportamento Γ¨ meno assimilabile a quello di un chatbot, e ciΓ² per via proprio di quelle caratteristiche che gli permettono di agire in maniera automatizzata. Contrariamente ai tradizionali strumenti IA che generano suggerimenti o testo, questi agenti possono richiamare strumenti, accedere a sistemi ed eseguire azioni per conto dell’utente, spesso con memoria persistente e permessi ereditati.

In pratica, ciΓ² significa che le pratiche aziendali di routine in settori quali operazioni di entrata, service desk IT, risorse umane, approvvigionamento e sicurezza possono essere avviate e completate direttamente da un’interfaccia di chat senza passaggi manuali tra un sistema e l’altro.

Il cambiamento cruciale non risiede nella produttivitΓ , ma nell’autoritΓ . Non si tratta di flussi di lavoro inerenti al “contenuto”, bensΓ¬ flussi di lavoro decisionali ed esecutivi che coinvolgono sistemi reali, dati reali e permessi reali. Un singolo prompt puΓ² attivare l’accesso a file, chiamate API, messaggi inviati a terzi o modifiche allo stato dell’infrastruttura. Una volta che un assistente puΓ² agire con un livello di autonomia simile, i presupposti di sicurezza tradizionali collassano. La governance non puΓ² continuare a rappresentare un aspetto secondario, poichΓ© un semplice prompt puΓ² tradursi direttamente in azioni con un impatto globale a livello aziendale.

Come funziona OpenClaw: agenti orchestrati mediante gateway e la realtΓ  dell’installazione locale

Per comprendere il motivo per cui OpenClaw cambia il modello di sicurezza aziendale, Γ¨ utile esaminare la forma del sistema.

A un livello elevato:

  1. I canali in entrata inoltrano le richieste degli utenti attraverso piattaforme di chat e messaggistica, spesso ubicate al di fuori dei confini delle tradizionali applicazioni aziendali.
  2. Un servizio gateway centralizzato riceve tali richieste, mantiene il contesto della sessione e determina quali strumenti e integrazioni richiamare.
  3. Il gateway esegue azioni tramite accesso locale e API connesse ereditando i permessi dell’utente, dell’host e delle integrazioni configurate.
  4. I risultati vengono restituiti all’utente in chat, anche quando si sono verificate piΓΉ azioni privilegiate in background.

È qui che l'”installazione locale” assume un ruolo di rilevanza strategica. Se da un lato Γ¨ in grado di ridurre alcune dipendenze, dall’altro l’esecuzione in locale pone un servizio di esecuzione persistente, insieme a file di configurazione, log, token e decisioni di esposizione, direttamente sugli endpoint o sui server interni. Dal punto di vista aziendale, ciΓ² introduce nell’ambiente un nuovo piano di controllo molto spesso invisibile e che opera al di fuori dei tradizionali processi di approvvigionamento, governance dell’identitΓ  e revisione della sicurezza.

Il Gateway come moltiplicatore del raggio d’azione

Nei sistemi agentici, il gateway diventa il punto di strozzatura decisivo. Esso svolge un ruolo di intermediazione per le richieste, instrada l’esecuzione e spesso detiene gli stessi segreti e le stesse integrazioni su cui l’agente fa affidamento. Sotto il profilo della rete e dell’esposizione, i modelli sono familiari, ma l’impatto Γ¨ amplificato dal fatto che il gateway puΓ² guidare un attore automatizzato che eredita permessi reali. Quando il gateway Γ¨ configurato in modo errato, esposto o compromesso, il rischio non Γ¨ piΓΉ limitato a un singolo servizio, e ciΓ² a causa di una serie di fattori:

  • RaggiungibilitΓ  involontaria: oltre a rappresentare un servizio esposto, un gateway che diventa raggiungibile al di fuori dei confini previsti si trasforma in una vera e propria superficie di controllo raggiungibile da remoto.
  • Porte di accesso deboli: l’applicazione incoerente delle credenziali, token condivisi o una rotazione vulnerabile causano l’inesorabile passaggio da “raggiungibile” a “completamente controllabile”.
  • Rumore di individuazione: i comportamenti di individuazione LAN (come mDNS) possono segnalare la presenza e offrire suggerimenti sull’ambiente a chiunque abbia visibilitΓ  sulla rete locale.
  • Sfumatura del canale di controllo: le connessioni interattive a lungo termine (WebSocket), unitamente alle API HTTP, aumentano il rischio di configurazione errata, rendendo essenziali il reverse proxy, la gestione degli header attendibili e il ricorso a rigorose liste di autorizzazione.

Linee guida sulla sicurezza del progetto OpenClaw e perchΓ© non sono sufficienti per le aziende.

La documentazione del progetto OpenClaw delinea le linee guida per il rafforzamento della sicurezza. Sebbene siano piΓΉ che sensate, queste raccomandazioni mettono in evidenza un problema fondamentale: il funzionamento sicuro presuppone una configurazione disciplinata e una costante igiene della sicurezza a livello di implementazione singola.

Di seguito, alcune delle raccomandazioni piΓΉ rilevanti per le aziende:

  • Mantenere un’esposizione ridotta per impostazione predefinita: se il gateway non deve essere raggiungibile al di fuori dell’host, per praticitΓ  Γ¨ consigliabile evitare di espandere la sua superficie di ascolto.
  • Considerare l’autenticazione come non facoltativa:Β applicare credenziali e rotazioni solide ed evitare configurazioni che si fidano implicitamente di componenti a monte non pienamente sotto controllo.
  • Ridurre l’individuazione dove possibile:Β disattivare o ridurre al minimo l’individuazione della rete se non Γ¨ necessaria per l’implementazione.
  • Gestire i log come dati sensibili:Β Le trascrizioni degli agenti e gli output degli strumenti possono diventare un archivio nascosto di segreti e contesto aziendale, pertanto Γ¨ opportuno applicare controlli di accesso e conservazione basati sui privilegi minimi.

La sfida risiede nel fatto che, anche se gli utenti singoli si attengono a queste raccomandazioni, le aziende continuano a non godere pienamente di una visibilitΓ  coerente, dell’applicazione delle policy e di una garanzia su larga scala. Le linee guida che mirano al rafforzamento non sostituiscono la governance centralizzata.

Rischi di sicurezza dell’IA: prompt injection, abuso di strumenti e sottrazione di permessi.

Gli assistenti agentici cambiano la modalitΓ  di errore da “il modello ha detto qualcosa di sbagliato” a “il modello Γ¨ stato convinto a fare qualcosa di sbagliato”.

In un assistente connesso agli strumenti, il prompt injection puΓ² tramutarsi in un meccanismo per spingere l’agente a compiere le seguenti azioni:

  • Accedere ed estrarre dati che non dovrebbe toccare.
  • Esfiltrare informazioni verso destinazioni non richieste.
  • Eseguire azioni che appaiono legittime perchΓ© seguono flussi di lavoro approvati.

Il punto cruciale Γ¨ rappresentato dall’ereditΓ  dei permessi. L’agente puΓ² agire con i privilegi dell’utente, dell’host e di qualsiasi sistema connesso; ciΓ² significa che il raggio d’azione dipende da ciΓ² che l’agente puΓ² raggiungere, comprese caselle di posta, file system, browser, token API e dashboard interne.

Le aziende dovrebbero presumere che qualsiasi assistente esposto a contenuti esterni Γ¨ destinato ad acquisire istruzioni dannose, siano esse mirate o opportunistiche, e che tali istruzioni saranno trasmette attraverso percorsi di esecuzione altrimenti legittimi.

Quando “Aggiungi una competenza” diventa una decisione di fiducia

Gli assistenti agentici raramente rimangono statici. Nel momento in cui gli utenti aggiungono competenze, plugin o estensioni, l’organizzazione non sta piΓΉ valutando un singolo strumento, ma sta ereditando una logica di terze parti che puΓ² influenzare ciΓ² che l’agente esegue, ciΓ² a cui puΓ² accedere e quale comportamento assume nel tempo.

È qui che i rischi familiari della catena di approvvigionamento riemergono in una forma più pericolosa. La popolarità viene spesso scambiata per convalida, i componenti aggiuntivi si comportano in modi difficili da prevedere fino a quando non vengono eseguiti e integrazioni apparentemente piccole accumulano gradualmente ampi permessi. In un sistema agentico, questi ultimi vengono esercitati in modo autonomo e mediante flussi di lavoro altrimenti legittimi.

Le estensioni simili o bersaglio di trojan aggiungono un ulteriore strato di rischio, sfruttando il riconoscimento del nome e la fiducia degli utenti per ottenere esecuzione all’interno dell’ambiente. La risposta dell’azienda rispecchia le dure lezioni apprese dai pacchetti software e dalle estensioni del browser: mantenere l’inventario, autorizzare i componenti approvati, verificare la provenienza e applicare la policy in modo coerente.

L’onda trojan: strumenti OpenClaw/Clawdbot falsi e distribuzione RAT

Ogni volta che uno strumento acquisisce rapidamente popolaritΓ , ne deriva un’imitazione. Gli aggressori non hanno bisogno di compromettere il prodotto legittimo se possono distribuire qualcosa che sembra abbastanza autentico da poter essere installato.

Questo schema sta giΓ  emergendo attorno a OpenClaw. I trojan simili e le estensioni false stanno sfruttando il riconoscimento del marchio e la curiositΓ  degli utenti, in alcuni casi rilasciando strumenti di monitoraggio e gestione remota o payload di tipo RAT che offrono il controllo diretto sull’endpoint. CiΓ² sposta la sfida dalla gestione di un assistente legittimo al contenimento di anche un solo canale di distribuzione di malware opportunistico.

Un buon esempio Γ¨ la falsa estensione Clawdbot per VS Code segnalata all’inizio di quest’anno. Dinamiche simili sono state osservate nel piΓΉ ampio ecosistema di OpenClaw, dove ci si Γ¨ avvalsi dell’ingegneria sociale per forzare l’installazione di presunti “prerequisiti” mascherati da componenti necessari. In questi casi, l’agente stesso diventa un vettore di distribuzione anzichΓ© l’elemento di vulnerabilitΓ  principale.

Per chi si trova alle prese con simili attacchi, tutto questo espande la portata del problema. In aggiunta all’uso improprio dello strumento previsto in origine, i controlli sono chiamati a distinguere le impronte delle applicazioni legittime dalle varianti sospette e rilevare segnali a valle quali comunicazioni outbound impreviste, comportamenti di controllo remoto e catene di esecuzione insolite.

All’interno delle integrazioni di terze parti di OpenClaw: Primi segnali dalla visibilitΓ  SASE

Sulla base delle osservazioni attuali negli ambienti di Cato Networks, l’adozione di OpenClaw rimane limitata a un numero ristretto di account, sebbene sia in costante aumento. Se da un lato riflettano solo un sottoinsieme dell’attivitΓ  aziendale, questi dati forniscono dall’altro i primi segnali direzionali su come e dove gli assistenti agentici stanno iniziando a prendere piede. L’integrazione di terze parti piΓΉ comune osservata insieme all’uso di OpenClaw Γ¨ Google Workspace, seguita da GitHub, X (Twitter) e un cluster associato a operazioni di media e pubblicitΓ  come Chartbeat, TripleLift e AdSafe.

Questi modelli di integrazione offrono spunti sui primi casi d’uso. La prevalenza di Google Workspace suggerisce un’adozione ancorata nei flussi di lavoro di produttivitΓ  quotidiana come e-mail, calendario e coordinamento basato sui documenti. GitHub evidenzia i primi esperimenti tra i team di ingegneria del software. La presenza di Chartbeat, TripleLift e AdSafe suggerisce un’adozione piΓΉ specializzata all’interno degli ambienti di media e pubblicitΓ .

Una sfumatura importante risiede nell’interregno tra ampiezza e intensitΓ . Google Workspace appare in piΓΉ account, mentre Chartbeat Γ¨ osservato in un numero minore di ambienti ma con un impiego piΓΉ intenso. Questo pattern Γ¨ coerente con un insieme piΓΉ ristretto di utenti esperti che automatizzano cicli operativi ripetitivi piuttosto che con un’ampia implementazione su scala globale all’interno dell’organizzazione.

La Figura 1 illustra la ripartizione percentuale dell’attivitΓ  di rete relativa a OpenClaw per integrazione sulla base delle osservazioni condotte fino al 1Β° febbraio 2026.

FiguraΒ 1.Β Impronta di integrazione negli account che adottano OpenClawΒ (al 1Β° febbraio 2026)

Amministrare OpenClaw nell’azienda: Vedi, controlla, blocca

OpenClaw evidenzia una classe di rischio che coinvolge utenti, dispositivi, reti e applicazioni. L’adozione ha luogo tra utenti e sedi, mentre l’impatto si estende all’uso delle applicazioni, all’esposizione della rete e al trasferimento dei dati. Tale combinazione rende essenziali la visibilitΓ  centralizzata e l’applicazione delle policy.

Un approccio di governance efficace muove da tre elementi fondamentali:

  • Vedi: le organizzazioni hanno bisogno di visibilitΓ  sulla shadow AI, con particolare riferimento a quegli utenti che ricorrono agli assistenti agentici, al luogo da cui operano e ai modelli comportamentali che assumono. Senza questa base, le decisioni politiche restano mere congetture.
  • Controlla: i team di sicurezza dovrebbero poter consentire l’uso di OpenClaw solo in progetti pilota controllati e circoscritti, limitarlo in base al livello di sicurezza del dispositivo o al contesto o negare del tutto l’accesso. In molti casi, un controllo semplificato, che consiste nell’interdire l’uso non ammesso, assicura la piΓΉ rapida riduzione del rischio.
  • Blocca i percorsi di abuso: quando simili programmi di installazione, estensioni trojanizzate o componenti compromessi iniziano a comunicare verso l’esterno, le protezioni a livello di rete possono far emergere modelli di comando e controllo sospetti e comportamenti di esecuzione anomali.

In pratica, questo significa anche trattare gli assistenti agentici come applicazioni identificabili e non come strumenti locali confusi. Quando possono essere riconosciuti, regolamentati e applicati in modo coerente in tutta l’organizzazione, i team evitano la falsa scelta tra sperimentazione incontrollate e divieti generalizzati.

Promozione della ricerca sulle minacce connesse all’IA

Comprendere e mitigare il rischio dell’IA agentica richiede piΓΉ di una semplice analisi della sicurezza di applicazioni o reti. CiΓ² richiede una ricerca mirata sul modo in cui prompt injection, esfiltrazione dei dati e abuso degli agenti autonomi si manifestano effettivamente in ambienti reali.

Si tratta di un’area di investimento attivo per Cato Networks. L’aggiunta di Aim Security nel 2025 estende la capacitΓ  di ricerca di Cato Networks in relazione alle minacce native dell’IA, integrando la visibilitΓ  e l’applicazione basate su SASE con una comprensione piΓΉ profonda del comportamento degli agenti, dei percorsi di esecuzione e dei modelli di abuso emergenti. Questo lavoro riflette lo sviluppo continuo delle capacitΓ  di ispezione e policy basate sull’IA pensate per le realtΓ  illustrate in questo blog.

The Enterprise Buyer’s Guide to AI Security Platforms | Watch Now

Un manuale pratico per la governance di OpenClaw

OpenClaw Γ¨ un indicatore utile per capire la direzione verso cui il lavoro si sta muovendo: assistenti sempre disponibili, connessi agli strumenti e capaci di agire. Questa stessa capacitΓ , tuttavia, trasforma l’IA agentica in una sfida di sicurezza e governance, poichΓ© il livello di esecuzione Γ¨ reale e il raggio d’azione non Γ¨ teorico.

La strada da seguire Γ¨ una governance aziendale ragionata, che combina visibilitΓ , controllo e protezione multilivello che tiene conto sia dello strumento legittimo che dell’inevitabile ecosistema di imitatori.

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Dr. Guy Waizel

Dr. Guy Waizel

Tech Evangelist

Dott. Guy Waizel Γ¨ un divulgatore tecnologico presso Cato Networks e membro di Cato CTRL. Nel suo ruolo, Guy collabora strettamente con i ricercatori, gli sviluppatori e i team tecnologici di Cato per collegare e promuovere la tecnologia attraverso la ricerca, la scrittura, la presentazione e la condivisione di approfondimenti, innovazioni e soluzioni chiave con la piΓΉ ampia comunitΓ  tecnologica e di cybersecurity. Prima di entrare a far parte di Cato nel 2025, Guy ha guidato e promosso le iniziative di sicurezza presso Commvault, consigliando i CISO e i CIO sull'intero portafoglio di sicurezza dell'azienda. Inoltre, Guy si Γ¨ occupato presso TrapX Security (acquisita da Commvault) di attivitΓ  pratiche e di leadership, compresi supporto, risposta agli incidenti, indagini forensi e sviluppo di prodotti. Guy ha oltre 25 anni di esperienza nei settori della cybersecurity, dell'IT e dell'IA, e ha ricoperto ruoli chiave in startup tecnologiche acquisite da Philips, Stanley Healthcare e Verint. Ha conseguito un dottorato cum laude presso l'UniversitΓ  Alexandru Ioan Cuza: la sua tesi di ricerca si Γ¨ concentrata sull'intersezione tra strategie di marketing, adozione del cloud, cybersecurity e IA; un MBA presso il Netanya Academic College; una laurea triennale in gestione tecnologica presso l'Istituto di Tecnologia di Holon; e numerose certificazioni in cybersecurity.

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